{"id":489,"date":"2020-02-21T21:37:19","date_gmt":"2020-02-21T20:37:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrpiamborno.com\/?p=489"},"modified":"2022-10-30T13:27:25","modified_gmt":"2022-10-30T12:27:25","slug":"storia-della-parrocchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrpiamborno.com\/index.php\/2020\/02\/21\/storia-della-parrocchia\/","title":{"rendered":"Storia della Parrocchia"},"content":{"rendered":"<p>Tale relazione, stilata dal Notaio dott. Giovan Battista Mauri, presidente della Commissione della Fabbrica della nuova chiesa e datata 5 settembre 1932, \u00e8 stata riportata in una pubblicazione edita nel 1945 in occasione delle nozze d\u2019oro sacerdotali di Don Tomaso Scalvinelli.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di una nuova Chiesa Parrocchiale in Pian di Borno fu riconosciuta e proclamata dal Rev. Sig. Don Antonio Bondioni Parroco del luogo: e ne troviamo la prova nella descrizione che di Pian di Borno \u00e8 fatta nell\u2019 \u201cIllustrazione della Valle Camonica\u201d geniale lavoro del compianto Sig. Prof. Don Bortolo Rizzi di Pisogne, edita nell\u2019anno 1870: descrizione dovuta alla penna dello stesso Rev. Parroco Bondioni, nella quale Egli, dopo di aver elencate le bellezze di Pian di Borno, cos\u00ec si esprime: \u201c\u2026 di mezzo a questi favori di natura e dell\u2019arte, in Pian di Borno resta un vuoto grande, la chiesa parrocchiale: vuoto per\u00f2 che fra poco sar\u00e0 riempito con una chiesa a tutto il resto rispondente\u201d.<\/p>\n<p>Si adoper\u00f2 con passione e con tenacia quel Rev. Sig. Parroco Bondioni per poter iniziare quell\u2019opera grandiosa: ma i tempi non erano maturi: la popolazione rimaneva indifferente, inerte e perplessa: ed Egli nell\u2019anno 1875 se ne andava quale arciprete nell\u2019importante Borgata di Manerbio, addolorato di non aver veduto coronati di successo il suo desiderio e le sue fatiche.<\/p>\n<p>Ma quel seme non era stato gettato inutilmente; e fu coltivato dal suo successore, il mite Rev. Sig. Girolamo Maccanelli: questi, pi\u00f9 fortunato, trov\u00f2 in luogo pie ed agiate persone che risposero generosamente al suo appello: la Sig.ra Teresa Gerosa fu Fermo stanziava la somma di L. 20.000 ed il Sig. Paolo Glazel fu Giorgio lasciava la somma di L. 6.000: la geniale idea dell\u2019erezione della Chiesa nuova entr\u00f2 nelle menti e nei cuori della popolazione; e si and\u00f2 delineando la certezza che la grandiosa e bella idea sarebbe stata presto attuata.<\/p>\n<p>Il Rev. Don Antonio Bondioni per\u00f2, bench\u00e9 lontano, non si ristette mai estraneo a quanto avveniva in Pian di Borno, ove Egli aveva parenti intimi, tenacemente pensando e guardando al suo sogno: ed un giorno Egli fece a noi la sorpresa di presentarci i disegni della Nuova Chiesa predisposti dall\u2019amico suo Architetto Prof. Fortunato Canevali di Breno: disegni che piacquero subito e che riportarono poi la piena approvazione dei competenti.<\/p>\n<p>Dalla popolazione fu eletta la Commissione della Fabbrica della Nuova Chiesa; e questa nomin\u00f2 suo Presidente il Sig. Notaio Dott. Gio. Battista Mauri.<\/p>\n<p>Accettati di buon grado i disegni ed il progetto del Sig. Prof. Canevali, si affid\u00f2 a lui, come quello che aveva offerto migliori condizioni, la esecuzione dei lavori, sotto la direzione del Sig. Ing. Giovanni Caprani di Malegno.<\/p>\n<p>La Signora Giovanna Glazel fu Paolo, andata sposa al Sig. Cav. Giacomo Passerini di Brescia, acquist\u00f2 dal Beneficio Parrocchiale di Pian di Borno il terreno occorrente e ne fece dono alla Commissione della Fabbrica della Chiesa.<\/p>\n<p>Ardua e temeraria era l\u2019impresa che si affrontava, data la scarsit\u00e0 dei mezzi disponibili; ma erano grandi l\u2019entusiasmo e la fede nella Provvidenza; e cos\u00ec nel Marzo del 1895 si iniziarono gli scavi per le fondazioni, limitatamente per\u00f2 a quanto era necessario per sondare il terreno e trovare un sicuro punto di appoggio: operazione eseguita sotto la direzione del Sig. Ing. Gio. Antonio Ronchi di Breno, assistiti dalla Commissione, dal Sig. Ing. Giovanni Caprani e dal progettista esecutore dei lavori Sig. Prof. Canevali.<\/p>\n<p>In quello stesso anno 1895 la popolazione, con vero slancio ed affetto gratuitamente, prepar\u00f2 sul luogo d\u2019impiego una bella quantit\u00e0 di materiali, sabbia, calce comune e sassi, provenienti questi dalle lontane cave di Esine e fornite a giusto prezzo dal signor Agostino Bettineschi, il quale forn\u00ec anche tutti gli altri sassi fino al compimento della Chiesa, prelevandoli dalla difficile e pericolosa cava della Colombera di Pian di Borno.<\/p>\n<p>Nella primavera dell\u2019anno successivo 1896 furono ripresi gli scavi per le fondazioni le quali costarono sudori e denari molti, in quanto che la profondit\u00e0 minima \u00e8 di metri 4,50 e raggiunge i metri 7,50 quella dei piloni del presbiterio dalla parte verso nord; con l\u2019avvertenza che nel gi\u00e0 profondo scavo per il muro della crociera, a mezzod\u00ec \u2013 sera, si dovette fare una robusta palafitta con legni di castagno, non presentando il sottostante terreno la dovuta sicurezza.<\/p>\n<p>Le fondamenta della colossale fabbrica sono costituite da un anello in calcestruzzo dell\u2019altezza di metri 1,20 e dello spessore di metri 0,80 il quale, in corrispondenza dei piloni supera la larghezza degli stessi. Sopra l\u2019anello la muratura \u00e8 tutta in pietrame e calce idraulica di Palazzolo fino a due metri fuori terra; vi furono impiegati duemilatrenta quintali di calce. Essendo il terreno costituito da uno strato di terra e ghiaia e quindi da uno strato di terra creta alto m. 1,70, al contatto con l\u2019acqua sottostante questa crollava trascinandosi dietro il terreno sovrastante: ed un giorno quattro operai rimasero sepolti fino oltre la cintola, fortunatamente senza nessuna conseguenza: di modo che si dovettero di continuo tenere bene armati gli scavi di fondazione con una spesa non indifferente.<\/p>\n<p>La Provvidenza non mancava; ed ai primi fondi suaccennati si aggiungevano cospicue offerte in denaro: i nostri buoni terrazzani si prestavano in buona parte gratuitamente; ed i lavori procedevano regolarmente: soltanto negli anni 1902 \u2013 1903 si dovette ricorrere alle Banche perch\u00e9 era indispensabile mettere il tetto a protezione delle murature: il Comune di Borno don\u00f2 tutto il legname occorrente e nell\u2019ottobre 1903 il tetto era ultimato; e tutto fu pagato perch\u00e9 la popolazione, mirabilmente compresa e volonterosa, continu\u00f2 il suo appoggio.<\/p>\n<p>Il piccolo Pian di Borno aveva fatto miracoli perch\u00e9 in otto anni aveva completata la parte rustica del suo tempio, compresa la costruzione delle quattro grandi arcate che dovevano poi sostenere la cupola.<\/p>\n<p>A turbare la soddisfazione della grandiosa opera compiuta un infortunio mortale \u00e8 avvenuto il 28 ottobre 1903. Il prudente ed esperto capo pontiliere Falocchi Pietro fu Andrea, del nostro paese, nell\u2019abbattere l\u2019armatura del finestrone della crociera, verso mattina, da 18 metri precipit\u00f2 morendo quasi all\u2019istante.<\/p>\n<p>Si avverte che la prima pietra della Nuova Chiesa era stata messa da S. E. l\u2019Ill.mo nostro Vescovo Mons. Corna Pellegrini nel giorno 28 settembre 1898 con grande solennit\u00e0: questa pietra si trova a centimetri cinquanta dal pavimento del passaggio che dall\u2019altare della Madonna Immacolata mette ai confessionali ed alla sagrestia verso sera.<\/p>\n<p>Nel giorno 5 gennaio 1908 moriva l\u2019amatissimo nostro signor Parroco Don Girolamo Maccanelli che tanto aveva fatto per la nostra Chiesa e per il Paese, lasciando di s\u00e9 cara e imperitura memoria.<\/p>\n<p>Non va dimenticato che per la nostra Chiesa molto si adoper\u00f2 il nostro buon Curato Don Battista Ceresetti; come prest\u00f2 il suo aiuto il suo successore Rev. Don Gaudenzio Ruggeri e poscia il Rev. Don Luigi Piccinelli nostro Curato attuale.Nel giorno 11 Luglio 1909 faceva il suo ingresso in Pian di Borno il nostro nuovo Parroco Sig. Don Tomaso Scalvinelli, uomo audace, dotato di una speciale energia: egli si prefisse di ultimare la Chiesa, quantunque vi fosse un fondo di cassa di poco pi\u00f9 di sette mila lire: si mise anima e corpo nella ben ardua impresa: i mezzi finanziari non si fecero attendere: i lavori furono alacremente ripresi nell\u2019anno 1910, affidati sempre allo stesso signor Prof. Canevali ed alla fine del mese di Ottobre dell\u2019anno 1912 la grandiosa e magnifica nostra Nuova Chiesa era ultimata, decorata e dipinta, non solo, ma dotata dell\u2019altare maggiore in legno, delle cantorie, delle facciate degli organi in legno, delle sedie e di due bellissimi confessionali, delle sei porte interne, tutte in noce, del pulpito. Il tutto fornito dalla ditta Galli di Milano. Fu dotata di sessantasei banchi in larice d\u2019America costruiti e finiti dai falegnami Gheza Pietro fu Giuseppe, Falocchi Battista ed altri del nostro paese.<\/p>\n<p>Furono costruite due bellissime sagrestie alle quali sovrastano altri due locali identici: furono messi a posto tutti i telai in ferro di tutte le finestre e tutti i canali e tubi di scarico: lavoro eseguito dai fabbri Antonini Giovanni e Figli, Antonini Bortolo e dal vecchio Antonini Giov. Maria il quale ultimo esegu\u00ec le due croci in ferro sovrastanti al timpano della facciata ed alla lanterna della cupola. Anche tutti questi sono artigiani del nostro paese. I pavimenti furono messi dalla Edile Camuna (Bertolazzi &amp; Pellegrinelli di Darfo).<\/p>\n<p>Tutte le decorazioni sono opera del distinto artista Cominelli Giuseppe di Brescia, come pure le pitture della volta e della finta cupola del presbiterio. I medaglioni della cupola furono dipinti dal pittore Umberto Marigliani di Bergamo: i capitelli delle lesene sono opera del Sig. Giuseppe Locatelli pure di Bergamo, che pure esegu\u00ec le lesene stesse.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il nostro magnifico tempio era, si pu\u00f2 dire, finito colla soddisfazione che tutte le opere occorse erano completamente pagate.<\/p>\n<ol>\n<li>Ecc. Ill.mo e Rev. Mons. Giacinto Gaggia nostro amatissimo Vescovo benedisse la nuova Parrocchiale nel giorno 16 novembre 1912 e nel giorno 7 maggio 1916 la consacr\u00f2 con lunga e decorosa funzione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Non dimenticher\u00f2 mai il commovente trasporto del Santissimo Sacramento dalla Vecchia alla Nuova Parrocchiale: la popolazione, con portamento severo e devoto e con una ben visibile tristezza, abbandonava quella povera Chiesa meschina e disadorna, ma a lei tanto cara perch\u00e9 in essa quasi tutti erano stati battezzati, in essa avevano assistito alle sacre funzioni, in essa erano stati portati e benedetti tutti i suoi cari morti, e molti non potevano nascondere le lagrime. La accolse il nuovo tempio sfolgorante di luce; allora la popolazione si rasseren\u00f2 ed incominci\u00f2 ad inorgoglire, stupefatta di tanta bellezza e lieta del suo operato. Il giorno 16 novembre 1912 la Messa Grande fu celebrata dal molto Rev. Canonico Mons. Salvetti nativo di Pian di Borno con l\u2019assistenza pontificale di Mons. Vescovo Gaggia che aveva benedetto la nuova Parrocchiale: la Messa Prima era stata giustamente letta dal nostro benemerito Parroco Sig. Don Scalvinelli.<\/p>\n<p>Ma questi non s\u2019addorment\u00f2 sugli allori; specializzato nel saper procurare denari per la Chiesa, e sempre generoso egli stesso, con l\u2019aiuto di pie persone provvide un grande altare per la Beata Vergine, due altri piccoli altari opere delle Ditte Ferrari e Bormetti di Precasaglio di Pontedilegno ed il battistero con alto rilievo, opera della Val Gardena.<\/p>\n<p>Il quadro dell\u2019Altare Maggiore fatto dal nominato pittore Marigliani rappresenta la Sacra Famiglia, alla quale il Tempio \u00e8 dedicato: i quadri dei due piccoli altari sono del pittore Gio. Battista Nodari di Esine.<\/p>\n<p>Ma un Tempio cos\u00ec bello e maestoso ben meritava un altare maggiore in marmo: ed a questo provvidero i coniugi Sigg. Ing. Domenico Taboni e Marietta Glazel i quali il 10 febbraio 1916 donarono l\u2019attuale altare colla meravigliosa ed ammiratissima soasa, tutto in marmo, opera della Ditta Ernesto Paleni di Bergamo, col bellissimo quadro della Sacra Famiglia eseguito dal distinto pittore Prof. Francesco Domenighini nativo di Breno: e donarono anche le balaustre pure di marmo. Allora il primo altare maggiore in legno fu collocato nella crociera a destra di chi entra in Chiesa e fu dedicato al S. Cuor di Ges\u00f9 del quale accoglie la statua; la pala porta intorno dei quadretti dipinti a mano dalla Signorina Melchiotti di Brescia: \u00e8 un pregevole lavoro di non comune fattura.<\/p>\n<p>Era pur necessario che anche a Pian di Borno si ricordassero in modo conveniente i nostri valorosi compaesani morti in guerra ed in conseguenza della guerra: ed a questo si provvide con una geniale idea che fu tradotta in atto nell\u2019anno 1921. Anzich\u00e9 erigere, come comunemente si usava allora, un ricordo in pietra all\u2019aperto, si pens\u00f2 di erigere un altare in Chiesa: e fu eretto su progetto della Ditta Bonifacio di Brescia: non \u00e8 una gran cosa, ma \u00e8 un altare in marmo, di buon effetto e di buona fattura. Cos\u00ec sono degnamente ricordati i nostri Soldati cari e si \u00e8 ornata la Chiesa con un nuovo altare che fu inaugurato il giorno 23 Giugno 1923 con semplice, austera e decorosa solennit\u00e0, con solenne Ufficio funebre e con un bel discorso pronunciato dal pulpito dal Rev. Padre Bevilacqua venuto per l\u2019occasione dietro nostro invito: non chiasso, non musiche, non banchetti: ma preci e lagrime per i nostri Caduti per una pi\u00f9 grande Patria.<\/p>\n<p>Ma qui incominciano le dolenti note! La popolazione di Pian di Borno era giubilante nel vedere compiuti in s\u00ec breve tempo (17 anni) il suo desiderio, il suo sogno: ma una ben dolorosa sorpresa veniva a turbare quel giubilo: le crinature che si erano manifestate nell\u2019interno della cupola fino dai primi tempi, accennavano ad aumentare: e ben tre volte venne sul luogo, chiamato dalla Commissione della Fabbrica, l\u2019Architetto Sig. Luigi Arcioni di Brescia per studiare quel fenomeno che egli non trovava allarmante: dichiar\u00f2 tuttavia il 26 febbraio 1923 \u201cnon essere l\u2019opera presentemente in tutto degna di laudo\u201d (veggansi le tre relazioni in fascicolo a parte).<\/p>\n<p>Il movimento di disgregazione si andava accentuando, come si desumeva dalle apposite spie di vetro, di carta e di gesso: tanto che, chiuse le piccole crinature, quelle pi\u00f9 grandi giunsero a spingersi fino a due pennacchi sotto il cornicione della cupola. Queste si presentavano allarmanti e fu chiamato sul posto il bravo quanto umile Sig. Ing. Camillo Galizzi di Bergamo il quale rest\u00f2 male impressionato: e nella sua relazione in data 31 ottobre 1922 consigli\u00f2, senz\u2019altro, di chiudere la Chiesa, a scanso di una eventuale catastrofe: ed il giorno 8 dicembre 1923 (era passato un anno) la Chiesa fu chiusa al pubblico. Cos\u00ec la popolazione, mesta ed umiliata, torn\u00f2 alla sua vecchia Parrocchiale, ancora pi\u00f9 meschina di prima.<\/p>\n<p>Ma il Rev. Scalvinelli non si perdette d\u2019animo; e infuse il suo coraggio nel popolo che ancora rispose all\u2019appello del suo pastore: fu chiamato in luogo il distinto Ing. Egidio Dabbeni di Brescia il quale studi\u00f2 il fenomeno e predispose il progetto dei lavori a farsi, e che non ammettevano dilazioni: e si incominci\u00f2 la Via Crucis: era da piangere dover demolire tutta la cupola, finita, decorata e dipinta! Eppure bisognava demolirla! Trentaduemila mattoni da mandare in basso, senza contare la pesantissima ed enorme lanterna da disfare e rimandarla a terra, con tutti i suoi accessori: e poi ricominciare la nuova costruzione.<\/p>\n<p>Per i buoni uffici interposti dallo stesso Sig. Ing. Dabbeni fu convenuto che la Commissione della Fabbrica avrebbe fornito a sue spese tutti i materiali occorrenti alla ricostruzione, ed il progettista della Chiesa ed esecutore dei lavori Sig. Prof. Canevali avrebbe fornito a sue spese tutta la mano d\u2019opera e la sua gratuita cooperazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la cupola fu demolita fino al suo cornicione: e, sotto la direzione del detto Sig. Ing. Dabbeni fu ricostruita in modo diverso, cio\u00e8 in cemento armato: mediante quattro travi robuste, pure in cemento armato e leggermente convessi, tutto il peso della cupola fu caricato sui quattro pilastri in modo che le quattro grandi arcate pi\u00f9 non portano il peso della cupola e della lanterna, che fu rifatta un poco pi\u00f9 bassa e pi\u00f9 leggera della prima, n\u00e9 possono fare spinta sui grandi pilastri medesimi: la lanterna e cupolino fa ora un corpo solo con la cupola: di modo che nulla pi\u00f9 \u00e8 da temersi.<\/p>\n<p>Delle decorazioni il pittore Enrico Peci da Borno aveva preso le fotografie e su queste rifece le decorazioni medesime: i medaglioni furono rifatti, ma diversamente, dal pittore Marigliani che aveva pure dipinto i primi, forse migliori.<\/p>\n<p>Per tutti questi lavori di demolizione e ricostruzione la Commissione ha speso la sbalorditiva somma di L. 81.327,60 (lire ottantunmilatrecentoventisette e cent. sessanta), senza lasciare un centesimo di debito: incredibile ma pur vero.<\/p>\n<p>Anche in queste opere il Comune di Borno ha contribuito con la somma di lire diecimila.<\/p>\n<p>Purtroppo anche questa volta non \u00e8 mancato un gravissimo infortunio: un bel giovane, Pelamatti Maffeo figlio del bravo ed intelligente capo \u2013 assistente ai lavori, contro i ripetuti divieti del padre e della Commissione della Fabbrica, saliva, con un suo compagno di lavoro, alla cupola in ricostruzione, servendosi dell\u2019argano a mano per il trasporto dei materiali: il giorno 6 aprile 1926, giunti i due giovani alla sommit\u00e0, la corda metallica dell\u2019argano fatalmente si spezz\u00f2, e quelli, con la cassa contenente i materiali, precipitarono; uno si salv\u00f2 aggrappandosi ad una corda di servizio che attut\u00ec l\u2019effetto della caduta, e se la cav\u00f2 con molto spavento ma con poco male, l\u2019altro invece, il Pelamatti, rimase cadavere all\u2019istante.<\/p>\n<p>Ultimati tutti i lavori, demoliti i ponti di servizio, ripulita ogni cosa, la bella Chiesa fu riaperta al pubblico ed al culto il giorno 8 dicembre 1926, con l\u2019intervento di S. Ecc. Rev. Mons. Vescovo Bongiorni, che rest\u00f2 ammirato della rapidit\u00e0 con la quale il tempio era stato rimesso in piena e perfetta efficienza.<\/p>\n<p>La popolazione era festante e benediceva il suo Parroco Signor Don Scalvinelli, cui spetta il merito del compimento di un lavoro cos\u00ec arduo e colossale e benediceva tutti quelli che col denaro generosamente offerto e colle loro svariate cooperazioni avevano contribuito a restituire il suo tempio, che \u00e8 il suo vanto e la sua soddisfazione.<\/p>\n<p>Altro ornamento necessario spettava alla nostra bella Chiesa; un organo moderno e adatto a quella: e nello stesso giorno 8 dicembre 1926 in cui la Chiesa fu riaperta al culto, al pranzo, generosamente offerto dal Rev. Nostro Parroco Sig. Scalvinelli, il Signor Dott. Gio. Battista Mauri lanci\u00f2 la bella idea ed annunci\u00f2 la sua offerta: l\u2019idea fu approvata ed accettata dai convenuti, in presenza di S. Ecc. Mons. Vescovo Bongiorni.<\/p>\n<p>Siccome \u00e8 provato che si fa pi\u00f9 presto in pochi che non in molti, della parte finanziaria dell\u2019organo si incarico il Rev. Signor Parroco Don Scalvinelli e della parte musicale si incaric\u00f2 lo stesso Sig. Dott. Mauri.<\/p>\n<p>Furono richiesti e presentati i progetti dalle Ditte Frigerio di Brescia, Rotelli di Cremona, Battani di Modena e Pedrini di Binanuova (Cremona): questi progetti, col benestare della Ven. Curia, furono passati per l\u2019esame dettagliato e pel giudizio al distinto Maestro Sig. Cav. Arnaldo Bambini di Verolanuova. Somigliantissimi fra loro i progetti Frigerio e Pedrini ed entrambi lodati, per alcune ragioni speciali, non trascurabili, fu scelto il progetto Pedrini: ed il 18 maggio 1930 il bellissimo organo a due tastiere fu inaugurato e fu collaudato dallo stesso Sig. Maestro Bambini alla presenza ancora di S. Ecc. Mons. Bongiorni che benedisse l\u2019organo: ne fu padrino lo stesso Sig. Notaio Dott. Mauri. Il Maestro Bambini chiude il suo verbale di collaudo con le seguenti parole \u201cbell\u2019istrumento, degnissimo della magnifica Chiesa di Pian di Borno\u201d. Ed anche l\u2019organo \u00e8 completamente pagato.<\/p>\n<p>Attraversiamo una crisi terribile; e quindi per ora nulla si pu\u00f2 pretendere da questa popolazione che ha dato tante e cos\u00ec grandi prove di fede cristiana, di bont\u00e0 e di generosit\u00e0. Guardate: un paese di 1400 abitanti: guardate il suo tempio: considerate il breve periodo di tempo impiegato nella sua costruzione e nel suo finimento: tenete conto del disastro finanziario della demolizione e della ricostruzione della cupola: e dovrete esclamare: Pian di Borno ha fatto miracoli, \u00e8 stato meraviglioso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_EventAllDay":false,"_EventTimezone":"","_EventStartDate":"","_EventEndDate":"","_EventStartDateUTC":"","_EventEndDateUTC":"","_EventShowMap":false,"_EventShowMapLink":false,"_EventURL":"","_EventCost":"","_EventCostDescription":"","_EventCurrencySymbol":"","_EventCurrencyCode":"","_EventCurrencyPosition":"","_EventDateTimeSeparator":"","_EventTimeRangeSeparator":"","_EventOrganizerID":[],"_EventVenueID":[],"_OrganizerEmail":"","_OrganizerPhone":"","_OrganizerWebsite":"","_VenueAddress":"","_VenueCity":"","_VenueCountry":"","_VenueProvince":"","_VenueState":"","_VenueZip":"","_VenuePhone":"","_VenueURL":"","_VenueStateProvince":"","_VenueLat":"","_VenueLng":"","_VenueShowMap":false,"_VenueShowMapLink":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-489","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-parrocchia-di-piamborno"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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