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Parrocchia di San Vittore e della Sacra Famiglia

PIAMBORNO

Progetto pastorale parrocchiale

1. L’esempio che viene dalla Parola

Gli Atti degli aspostoli costituiscono un libro del Nuovo Testamento che, più di altri, ci aiuta a capire

la vita non certo facile delle prime comunità cristiane. In esse prendeva piede e si consolidava quella che si

potrebbe definire la “pretesa” della nostra fede, cioè la condivisione e diffusione della verità di Gesù Cristo,

figlio di Dio, morto e risorto per salvare l’umanità dal peccato.

Al capitolo 2, versetti 42-46 si legge un brano che può davvero accompagnare la vita della nostra

comunità parrocchiale:

“Essi ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli Apostoli Nuova evangelizzazione e catechesi

Vivevano insieme fraternamente Carità

Ogni giorno erano assidui nel frequentare il tempio, Preghiera

E nelle case spezzavano il pane”. Liturgia

Questo passo contiene tutti gli elementi di un cammino come quello che ci aspetta nei prossimi anni:

introduzione alla fede per le giovani generazioni, catechesi, testimonianza nella carità, preghiera comunitaria

e personale, liturgia soprattutto domenicale, senza la quale “non possiamo vivere”.

Per meglio corrispondere a queste sfide diventa importante riflettere un poco sulla nostra comunità, e quindi

stendere alcune righe che possono costituire il progetto pastorale parrocchiale.

2. Il significato del ppp

Il ppp si propone di essere un elemento strategico in grado di favorire un’azione pastorale centrata

sulla comunione e sulla corresponsabilità, sacerdoti, religiosi, religiose e laici insieme.

In tal senso il ppp vuole soprattutto promuovere una mentalità di collegialità, di apertura quindi al

contributo di tutti, nessuno escluso, in modo tale da essere insieme protagonisti della vera edificazione della

comunità parrocchiale in cui viviamo.

Il ppp vuole anche definire degli obiettivi da raggiungere, sempre insieme, in modo tale da diventare

davvero “segni della vicinanza di Dio” come vuole il nostro Vescovo Giulio. In fondo, dire dove vuoi andare, e

come vuoi arrivarci, significa anche dire chi sei, ovvero diventa un modo con cui può essere presentata la

carta d’identità di una comunità, per definire un orientamento condiviso, per dialogare col territorio e con i

suoi problemi, per offrirsi ai fratelli nella fede e anche di fedi diverse dalla nostra.

3. Quello che siamo oggi

La comunità parrocchiale di Piamborno si propone oggi come una realtà fatta di numerose famiglie

giovani, in molti casi non radicate nella storia di un paese che, dal canto suo, ha sempre avuto una tradizione

di fede salda, con grandi figure di sacerdoti e tanti laici impegnati nella pastorale ordinaria (confronta

allegato 1).

Alcune devozioni mariane, l’apostolato della preghiera, il riferimento al santo patrono Vittore, insieme

ad un sensibile attaccamento ai tempi liturgici, sono i segni visibili di una sincera religiosità che nel tempo si

è tramandata di famiglia in famiglia. La cura della liturgia, potenziata da una variegata attenzione per il

canto, è diventata in questi ultimi anni una traccia visibile del profilo religioso alto, con cui si concretizza la

proposta che viene offerta ai parrocchiani che frequentano stabilmente la santa messa, sotto la protezione

anche della Sacra Famiglia di Nazareth.

Dovremmo comunque attribuirci reciprocamente il compito pastorale di domandarci durante tutto

l’anno:

􀂃 Siamo davvero fedeli al richiamo della domenica come autentico e primo giorno del Signore?

􀂃 Possiamo essere soddisfatti della qualità della nostra partecipazione alla messa domenicale?

􀂃 Ci prepariamo adeguatamente a vivere questo momento?

􀂃 A Piamborno l’eucarestia raggiunge davvero tutti coloro che ne sentono il bisogno e ne esprimono la

necessità, come singoli e come famiglia?

Attualmente proprio la famiglia a Piamborno è bisognosa di attenzioni e di strutture, cosicché la cura

dei bambini diventa una priorità del nostro tempo, di fronte alle esigenze delle famiglie, alle inquietudini di un

mondo che è cambiato e che cambia tanto rapidamente, e anche alle sollecitazioni che vengono dal nuovo

modello di iniziazione cristiana, che il nostro Vescovo ci ha chiesto di adottare con fiducia, entusiasmo e

decisione. In questa direzione, il folto gruppo di catechisti che opera in parrocchia sostiene uno sforzo per

certi versi incredibile, rispetto alle sfide educative che si incontrano operando settimanalmente.

Un primo obiettivo pastorale immediato, previsto già per quest’anno, sarà la proposta di tre

appuntamenti di riflessione, preghiera e verifica da svolgersi anzitutto insieme ai genitori dei bambini

per i quali si richiede un percorso di iniziazione cristiana.

Il volontariato, diversificato in vari ambiti e diffuso nella pratica, come pure lo sport, Csi e Anspi, e

la Caritas sono inoltre delle realtà di promozione umana che negli ultimi anni sono cresciute molto anche

numericamente, avendo l’oratorio come dinamico punto di riferimento aggregativo ed organizzativo.

In questo caso un altro obiettivo pastorale è rappresentato dalla presentazione, che avverrà nei

prossimi mesi, del “Progetto educativo” dell’oratorio, elaborato proprio per costituire un punto di

riferimento e quindi di orientamento dell’attività oratoriana. Un “Progetto educativo” che, prima di tutto,

aspetta di essere vissuto.

I centri di ascolto della Parola, attivati presso alcune abitazioni di famiglie disponibili per la

catechesi degli adulti, sono un nuovo tipo di proposta che nell’intera diocesi stanno cercando di offrirsi come

dono condiviso, come opportunità di approfondimento della nostra fede, come strumento per la crescita

spirituale di ciascuno.

Oltre al settimanale momento formativo del giovedì e del venerdì, presso la chiesa della Casa di

riposo, la catechesi degli adulti richiede di essere ulteriormente estesa e potenziata.

Vorremmo allora allargare il novero delle famiglie dove si possono svolgere i Centri di ascolto, come

pure vorremmo darci come ulteriore obiettivo pastorale quello di creare occasioni più frequenti di confronto

con la Bibbia e di ricerca di una guida spirituale, specialmente con riferimento alla celebrazione del

sacramento della riconciliazione.

4. Quello che saremo insieme

Insieme, negli spazi di presenza che liberamente ci ritaglieremo, riflettendo su queste righe che

costituiscono il ppp, potremo anche essere molto di più, come famiglie e come comunità parrocchiali.

Ciascuno potrà trovare il proprio spazio di impegno e di dedizione, anche solo pochi momenti alla

settimana. In questa direzione sentiamoci davvero tutti espressione di un carisma originale, per cui anche il

contributo apparentemente più piccolo costituisce un dono straordinario ed inimitabile alla comunità.

Facciamo alcuni esempi di situazioni per certi versi critiche, che corrispondono ad altrettanti obiettivi

pastorali futuri.

Il mondo degli anziani ci deve vedere più protagonisti, ma anche le proposte spirituali e formative

per gli adulti potrebbero essere potenziate. Questo non solo nel senso dell’assistenza all’uomo che versa in

qualche difficoltà, ma anche nel senso della elaborazione e condivisione di un pensiero “sull’uomo”, dalla sua

nascita alla sua morte naturale.

La realtà giovanile, che ha formalmente concluso il cammino dell’iniziazione cristiana, ha bisogno di

maggiori presenze formative e di testimonianza. In questo senso potremmo tentare di collegarci

maggiormente alle proposte zonali e diocesane, che aiutano a condividere le energie ma anche a qualificare i

momenti e creare occasioni di incontro.

La scuola, e insieme ad essa la cultura, hanno quindi bisogno di essere evangelizzate anche con il

nostro impegno, perché proprio il Vangelo di Cristo venga annunciato in queste realtà dove la cultura laica

tende sempre più a prevalere, e dove l’incontro interreligioso ed interculturale rappresentano la vera sfida del

futuro.

La nostra comunità, infine, intende muoversi anche nella direzione di essere più partecipe ad alcune

iniziative che richiamano la dimensione zonale, specie presso il vicinissimo Eremo dei SS.Pietro e

Paolo, sia per la formazione culturale che per il ritiro spirituale. In questo modo avremo la possibilità di non

dimenticare che siamo “Chiesa di popolo” inserita in una zona e in una diocesi costituite da comunità sorelle,

più o meno vicine, che camminano nella stessa direzione.

ATTUAZIONE DEL

PROGETTO PASTORALE PARROCCHIALE :PRIMA FASE 2005/2006.

Come attuazione del ppp s’intende dar seguito in particolare a quanto espresso nel punto 4 del

progetto stesso dal titolo:

"Quello che saremo insieme".

Gli spazi di presenza che vorremmo insieme cercare di colmare con degli obiettivi pastorali ben

precisi sono:

􀂃 CATECHESI

􀂃 CARITA'

􀂃 PREGHIERA

􀂃 LITURGIA

Per ciascuno di questi ambiti d’impegno si propongono alcune riflessioni orientative ed operative

CATECHESI:

Il cammino della Chiesa si intreccia sempre con le trasformazioni sociali che contrassegnano la storia

dell'uomo. In questi ultimi decenni sono avvenuti cambiamenti epocali che hanno fortemente inciso sui

costumi della nostra società e quindi anche sulla Chiesa. Tutto ciò ha convinto i nostri Vescovi a cercare

un nuovo modo di trasmettere la Parola di Cristo per corrispondere meglio alle esigenze del popolo di

Dio: si tratta del nuovo modello di iniziazione cristiana nell’ambito della scelta per la nuova

evangelizzazione. La catechesi è dunque l'ambito di impegno che richiederà la maggior fatica.

L'iniziazione cristiana dei fanciulli e ragazzi è il primo capitolo aperto, a cui si dovrà dare una

risposta concreta entro il prossimo anno pastorale. Le famiglie dei bambini che inizieranno questo

nuovo cammino di crescita spirituale sono quelle maggiormente coinvolte, insieme ai catechisti e agli

educatori. Si rende quindi necessario l’impegno di un alcuni membri del CPP, i quali, prendendo a cuore il

problema, facciano da traino e coordinamento con il gruppo di animatori che si occuperanno del nuovo

cammino di formazione cristiana, così da rendere visibile l'impegno del CPP nell'attuazione del PPP in

questo campo.

Le coppie giovani hanno bisogno di essere accompagnate anche dopo il battesimo del loro figlio nel

cammino di crescita umana e spirituale, con iniziative mirate affinché non si sentano lasciate sole fino al

momento di intraprendere l'iniziazione cristiana dei loro fanciulli: tutto questo intervallo di tempo deve

diventare un utile spazio formativo e di crescita religiosa.

Un occhio particolare lo si deve rivolgere al mondo degli adolescenti e dei giovani: si è infatti

evidenziata la carenza di educatori che possano progettare iniziative di incontro, e quindi si auspica di

poter trovare in alcuni giovani o giovani adulti possibili dei possibili attuatori di questo progetto.

Anche per gli adulti è necessario l’impegno specigico di alcuni membri del CPP, che si preoccupino di

questo problema, in modo tale da sviluppare le iniziative che già ci sono, quali soprattutto i Centri di

Ascolto, affinché la Parola del Vangelo possa essere proclamata anche nelle case.

Per completare il quadro delle iniziative proposte dalla parrocchia, si devono intensificare gli sforzi per

raggiungere tutti gli anziani a partire dagli ospiti della nostra Casa di Riposo Rizzieri, con modalità e

tempi da studiare insieme alla Direzione della Fondazione in modo tale da ottimizzare gli sforzi rivolti alla

nuova evangelizzazione.

CARITA':

Si rende innanzitutto necessario focalizzare il concetto su cui si deve fondare la "Caritas

Parrocchiale", in modo tale da orientare le iniziative assistenziali nel rispetto del significato originario di

questo tipo di presenza. Pure in questo caso alcuni membri del CPP, si dovranno dedicare ad una attenta

lettura della realtà costituita dalla nostra comunità, al fine di individuarne le vecchie e nuove forme di

povertà. I bisogni così evidenziati potranno essere antichi quali le mancanze di mezzi di sostentamento

materiale, le varie forme di diversa abilità, gli ammalati cronici, le famiglie con gravi problemi umani, gli

anziani soli o in Casa di riposo. Ma anche potranno apparire nuove forme di povertà spirituale o di

fragilità umana, come ad esempio persone che a volte hanno il solo bisogno di essere ascoltate o di una

buona parola di conforto.

Anche in oratorio vanno aperti spazi per i giovani diversamente abili con iniziative varie di sollievo dei

loro bisogni. Così come in Casa di riposo si devono trovare modi e tempi da dedicare a coloro che sono i

più deboli e fragili della nostra comunità.

PREGHIERA:

Questo ambito più marcatamente spirituale deve essere curato con attenzione, perché oggi è possibile

rilevare quanto ciascuno di noi rischi di pregare poco e disorganicamente.La vita frenetica ci ha infatti tolto

tempo da dedicare all'incontro diretto con Dio e spesso viviamo come se Dio non ci fosse. Questa é la

causa di tante nostre inquietudini spirituali.

In questo senso diventa importante allargare e sostenere il gruppo esistente di Apostolato della Preghiera

che capillarmente e silenziosamente già opera nella nostra comunità. Come pure bisognerà far crescere a

livello comunitario l’impegno prioritario per la preghiera ad esempio in ogni attività oratoriana, ma anche

nel delicato momento dell’inizio della Santa Messa festiva.

LITURGIA:

Dobbiamo tutti insieme riscoprire il senso del sacro. In questa prospettiva bisogna far comprendere

l'importanza fondamentale della celebrazione eucaristica, in modo tale che la partecipazione diventi una

gioia e non un dovere e tutti possiamo affermare come i discepoli di Abitene che "senza la messa non

possiamo vivere".

La chiesa deve essere il Tempio di Dio quindi richiede raccoglimento, rispetto, riverenza verso l'Eucarestia.

Un gruppo di membri del CPP sensibile si dovrà allora impegnare per realizzare le forme più adeguate di

animazione della liturgia: le letture domenicali, i canti, le preghiere, ecc...

Sarà importante sollecitare la presenza costante dei sacerdoti per le confessioni individuali, affinché questo

sacramento non venga dimenticato o sminuito dalla nostra non curanza.

Si dovrà infine sollecitare una maggior partecipazione sia alla messa festiva, senza preclusioni sul tempo

impiegato per la celebrazione, sia alle messe feriali, soprattutto con riferimento alla presenza maschile che

va particolarmente incentivata.